Il Fotografo ha scelto di soggiornare ancora per un po': la scorsa domenica era previsto che ci vedessimo per qualche ora, e non certo in vista di qualche discussione filosofica. Le cose stanno prendendo una piega cosí spensierata e gradevole che la voglia che io ho di lui e lui di me va al di là dei nostri sempre graditissimi cazzi, e forse un po’ anche al di là del nostro corpo.

Niente sentimentalismi, niente amore o vincoli che superino le nostre norme, sia chiaro, ma solo piacere della compagnia.

Non so come succede ma ogni volta riesce a trascinarmi la mente per qualche folle gesto: cosí è successo che con la scusa del “hai bisogno di riposarti, vieni” mi ha rapito e portato a circa due ore di macchina dal centro abitato, lontani dalla gente e dal nostro solito mondo, in una località balneare riparata e deserta. Lí, presi dalla spiritosaggine e dalla solitudine, ci siamo messi nudi e iniziando a spalmarci la crema come si conviene… È finita che abbiamo scopato, lí dove ci ha preso, sui sassi del bagnasciuga.

Saranno quindici giorni che sfoghiamo i nostri istinti in questo modo, da lui o in macchina o nei bagni o nei cinema o in qualsiasi altro posto stimoli in noi la curiosità sufficiente a osare. Se vi state chiedendo dove sia l’Angelo, io credo che anche per lui sia tempo di vacanza.

L’ho fatto un’altra volta: ho sorpassato ogni regola di distacco. Ho conosciuto un ragazzo con cui stabilire un rapporto.

Sessuale, è ovvio.

A entrambi è sembrata una giusta condivisione, onesta, dal momento che nessuno dei due vuole invischiarsi emotivamente. Perfino nella controregola abbiamo istituito delle nuove regole. Abbiamo l’autorizzazione a farlo fra noi, solo fra noi, e qualcuno la chiamerebbe già “relazione”: ma noi ne otteniamo solo i lati piú belli.

Lo chiamo il Fotografo perché ama la fotografia e lo è a tutti gli effetti; ci è concesso farci scatti di qualunque natura purché siano fatte fra noi. Anche artistiche, che è praticamente il mio sogno. L’uso è a propria discrezione, e magari -col suo benestare- ne pubblicherò qualcuna qui.

Per ora abbiamo scopato ed è andata bene, benissimo anzi, e questo mi soddisfa ampiamente.

Se anche fosse un bell’amore liquido fatto di sesso ci metterei la firma: la mia natura restia alle attrazioni la conoscete. Per uno a cui non succede mai questo genere di allarme è irresistibile, e infatti ne ho approfittato al volo. Lui da solo ha un che di potente: non si nota, eppure forma una realtà a tutto tondo. È bello, intelligente e sa quel che vuole. Vive di indipendenza e stabilità. L’Angelo in tutto questo è preso del suo aspetto romantico ma acuto, rovente, diverso, per cui se ne sta buono.  I complimenti e i piaceri che ci trasmettiamo arrivano tanto a me quanto a lui dopotutto, in termini qualitativi gli è comunque vantaggioso.

Non so se avremo un contatto frequente, né se questa relazione sessuale stretta ci porterà a condividere piú di qualche rendezvous sotto le lenzuola. Forse nel frattempo ci racconteremo anche del nostro passato oscuro, io per ora mi assicuro di godere di quello che ottengo.

Per tutti quelli che hanno contestato l’epiteto “stronzo cattivo” dicendo che gli stronzi sono cattivi per definizione… Vi sbagliate.

La definizione generale di stronzo è “persona che fa del male con la consapevolezza di fare del male”. Punto. La specifica sulla consapevolezza distingue gli stronzi dagli stupidi, che invece quella consapevolezza non ce l’hanno e che pertanto sono un pericolo assoluto perfino per loro stessi.

Non si sottovaluti MAI la potenza di uno stronzo: lo stronzo non è uno stupido. Ci vuole una certa intelligenza per organizzare le cose con cattiveria e spesso anche del tempo perché ottengano il male desiderato, ecco spiegato perché alcuni stronzi possono rivelarsi anche con un enorme ritardo.

Lo stronzo non è nemmeno onesto, se è per questo: se dicesse di essere stronzo non se lo filerebbe nessuno per dovuti principi di umanità – che mancano. E nessuno vorrebbe mai avere a che fare con uno che per certo non è umano. Cosí come le cattiverie, sa giostrare bene la realtà a suo vantaggio e cercare di passare al momento giusto per debole e innocente.

Ma c’è una enorme differenza fra uno stronzo cattivo e uno stronzo buono: questi ultimi non guadagnano niente per sé se non la soddisfazione del sadismo, e tantomeno hanno intenzione di perdere qualcosa. Lo stronzo cattivo invece è un cattivo stronzo, uno stronzo egoista insensatamente ostinato, e persegue nella cattiveria anche quando ormai ha ottenuto tutto. Non gli basterebbe nemmeno se avesse il doppio di quel che ha perché è insoddisfatto, ma la sua insoddisfazione nasce… da sé. Sono proprio questi due vizi, l’egoismo e l’insoddisfazione, che lo portano all’estremo dell’esagerazione, al male fino a far male persino a sé stesso. In un circolo vizioso.

Lo stronzo cattivo potrebbe essere buono. Potrebbe anche essere soddisfatto e intelligente come uno stronzo buono e invece prova a completarsi facendosi del male: uno stronzo quindi autolesionista. Lo stronzo cattivo è in definitiva sia stronzo che stupido-a-sé.

Ora lo sapete. M O L L A M I.

A novembre 2011 e maggio 2012 i numeri e i giorni coincidono.

Il periodo che l’AIDS impiega a manifestarsi nelle analisi del sangue va fino a sei mesi.

Il 12 novembre e il 12 maggio distano sei mesi. Capisci cosa intendo?

SEI MESI, tanto è passato da che l’Angelo e lo stronzo cattivo hanno scopato -e per l’ultima volta- in amore o quel che pareva, con fiducia, senza protezione, e di buono anzi di buonissimo c’è che dalle luride e illecite e sregolate e degradanti avventure che son venute fuori, in seguito, da quest’ultimo non ne abbiamo avuto il minimo danno. Ed io ancora non so cosa ci abbia salvato.

Integrità preservata.

In questi sei mesi quel che poteva muoversi, nel mio corpo, lo ha già fatto. Quel che poteva morire, cadere, staccarsi, essere amputato, essere sostituito, e ricrearsi per rinascere è già successo. Quel che poteva andarsene è già volato via e io sono finalmente libero, libero anche da quest’ultima macchia che mi portavo dietro.

Tecnicamente sono un uomo nuovo, con l’esperienza di ieri, e domani so già come festeggiarmi: con irrefrenabile piacere.

Dopo la preservazione fisica e la filosofia degli show a libero uso e consumo da parte del pubblico è il momento delle regole a piacere, dei desideri dettati dal gusto, di quelle che chiamano le seghe del regista.

Per esempio per lungo tempo non sono esistito al di fuori degli spettacoli via cam, cioè fino a quando non ho creato questo diario. Per scelta personale. La piú importante però l’ho aggiunta giusto qualche settimana fa: per questioni di feedback.

In qualche mese di attività non c’è stata una e una sola esibizione che non mi abbia fatto raggiungere la top ten dei piú guardati, visionati, mangiati, desiderati. Ho sentito le mille e mille perversioni da ogni parte d’Italia, talvolta anche del mondo. Ho consolato cazzi con le mani che neanche la dea Kalí sarebbe mai riuscita a fare.

Sono soddisfatto sí, ma non mi basta. Voglio un altro riconoscimento, duraturo, onesto: voglio che la gente lasci il suo parere come degna medaglia al valore.

Prendetela come un classico “Dicono di me”.

Dopo ogni schizzata di energia invito i partecipanti a lasciare per iscritto due parole, a loro discrezione, affinché i posteri e anche coloro che arrivano tardi si facciano un’idea… E finora, non per vantarmi, è andata sempre molto bene.

Tra in onda e fuori onda, sogni, pensieri, parole e tentativi piú o meno riusciti, la mia vita è in continua masturbazione psicofisica.

Quelli che stavano seguendo la genesi di Tajler sanno che l’atto III precedentemente accennato non è ancora stato diffuso. Quella parte ho preferito strapparla ed eliminarla in post-produzione perché poco piacevole alla lettura, fidatevi. Da sola avrebbe dovuto coprire gli ultimi due anni completi, e riguardare chi dopo e ben piú del parassita ha fatto da centro a tutti gli eventi. Per chiarire in breve il ruolo che questa persona ha voluto incarnare e in analogia col passato ho scelto di chiamarlo lo stronzo cattivo e questo spiega anche perché verrà menzionato il meno possibile.

Veniamo al capitolo 4, dove il personaggio principale sono sempre io, stavolta scampato alla morte. Lo stronzo cattivo ha pensato di scappare volontariamente dallo stagno di merda che aveva creato col tempo e noi, tralasciando qualche remora iniziale, gliel’abbiamo permesso, gli abbiamo lasciato fare esattamente quel che voleva per il suo bene. Incluso andarsene.

Il 2012 è alle porte e mi accorgo che la situazione è grave: io ho di nuovo le redini, e non tanto perché le avessi rivendicate quanto perché mi erano state cedute. L’Angelo necessitava del mio aiuto. Probabilmente conoscendomi intendeva evitarsi il peggio, ovvero l’autodanneggiamento fisico a cui nella follia sarebbe di certo arrivato. Il meno peggio, insomma, ero io. Per quanto si possa criticare la mia condotta di vita cosí ego-sessuo-centrica una cosa è sicura: è difficile fare e farsi tanto bene quanto faccio io.

La gente che dipende da me non mi è di peso: nemmeno se la persona in questione… è l’altro me. Cosí ci siamo chiusi nel nostro mondo di cura personale, l’ho ospitato nel mio mondo e abbiamo ricominciato. Nonostante il forte disprezzo che nutro nei confronti dell’amore, l’arma degli animi ingordi su cui ho cercato di metterlo in guardia fin dall’inizio, l’ho accettato con me. È parte di me, dopotutto.

Comunque ancora siamo qui: cinque mesi, un belga e qualche altra scopata (mentale, s’intende) dopo. Ora che le cose vanno alla grande non possiamo essere che tranquillizzati, in pace, sollevati all’idea che il responsabile ha raggiunto la sua felicità e l’ultima cosa a cui pensa è quella di tornare. Dico proprio sul serio.

Una rapida ricerca online sul sogno di ieri notte ed ecco fatto.

Vomitare nei sogni provoca intense sensazioni di malessere, di disgusto o di liberazione paragonabili a quelle che si riscontrano nella realtà. Vomitare è un’esperienza fisica in cui il corpo rigetta attraverso la bocca il contenuto dello stomaco. Una serie di contrazioni violente fanno sì che quanto non è stato digerito, o viene dal corpo giudicato inutile, dannoso e pesante, venga eliminato nella maniera più veloce. Vomitare nei sogni può associarsi anche alla necessità di esprimere il proprio pensiero o ciò che realmente si sente rispetto ad un determinato problema o nei confronti di una persona che ci ha deluso o fatto un torto.

L’anguilla è un animale ambiguo in quanto è un pesce ma si tende sempre a ritenerlo una biscia. Entrambi questi due animali però si riferiscono alle forze dell’inconscio, quindi dei mutamenti della personalità dopo un’attenta e prolungata introspezione. La sua caratteristica è quella di essere sfuggente, tanto che si usa dire “è un’anguilla!” di una persona che sfugge, che non riusciamo a controllare o a portare sul nostro piano di discorso. Per questa sua caratteristica l’anguilla è ritenuta emblema di inaffidabilità e di tutto ciò che procura timori e precarietà, ma anche di problemi di concentrazione ed impegno: difficoltà a concentrarsi su un determinato obiettivo senza essere continuamente distratti da eventi esterni. Anche in sogno, quindi, l’anguilla ripropone tutta la sua inquietante carica di ambiguità e di disagio, che può essere anche sintomo di un trauma mai rimosso.